Oltre 160 milioni di donne nel mondo non hanno accesso alla contraccezione

L’accesso delle donne alla contraccezione è un indicatore chiave del livello di sviluppo socio-economico e sanitario di un Paese.

La possibilità di prevenire gravidanze indesiderate va di pari passo con la parità di genere: là dove viene garantita, le donne possono affermarsi nella società e nel lavoro al pari degli uomini. Non solo: la contraccezione migliora la salute femminile e infantile, riducendo la mortalità materna e neonatale. È per questo che il dato riportato sul Lancet non è solo la denuncia di un diritto negato, ma un sonoro segnale d’allarme per una situazione preoccupante con ripercussioni su vari fronti: nel 2019 nel mondo oltre 160 milioni di donne, adulte o adolescenti, non hanno soddisfatto il loro bisogno di contraccezione. In tutto si stima che nel 2019 1,176 miliardi di donne avessero bisogno di contraccezione e, nonostante ci sia stato a livello globale un notevole aumento dell’uso di contraccettivi femminili a partire dal 1970, un cospicuo numero di donne è ancora tagliato fuori dalle politiche di pianificazione famigliare.

I ricercatori si sono basati sui risultati di oltre 1.600 sondaggi sull’uso dei contraccettivi in diversi Paesi del mondo e hanno diviso i dati per gruppi di età e per tipo di sistema usato, valutando anche la soddisfazione delle donne e la facilità di accesso alla contraccezione.

A livello mondiale, dal 1970 la quota di donne in età riproduttiva che utilizza la contraccezione moderna è aumentata dal 28 per cento al 48 per cento nel 2019. L’accesso ai metodi contraccettivi è aumentato dal 55 per cento di domande soddisfatte nel 1970 al 79 per cento nel 2019. Nonostante questo trend generale, 163 milioni di donne nel 2019 hanno segnalato un bisogno insoddisfatto: avrebbero voluto utilizzare metodi per prevenire gravidanze indesiderate ma non ci sono riuscite.

Il maggior numero di domande insoddisfatte è stato registrato nell’Africa Subsahariana dove solo il 24 per cento delle donne ha accesso a contraccettivi moderni. In Nigeria il 2 per cento della popolazione femminile in età fertile fa uso di metodi contraccettivi per evitare gravidanza non desiderate in confronto all’88 per cento delle donne in  Norvegia.

Le fasce di età più colpite dal mancato accesso alla contraccezione sono quelle tra i 15 e i 19 anni e tra i 20 e i 24, i due gruppi con i tassi di domanda soddisfatta più bassi a livello globale, stimati rispettivamente al 65 per cento e al 72 per cento. In numeri assoluti significa che 43 milioni di giovani donne e adolescenti in tutto il mondo non hanno accesso ai contraccettivi di cui hanno bisogno.

«È importante sottolineare che il nostro studio richiama l’attenzione sul fatto che le giovani donne sono sovrarappresentate tra coloro che non possono accedere alla contraccezione quando ne hanno bisogno. Queste sono le donne che traggono maggiori vantaggi dall’uso dei contraccettivi, poiché ritardare la procreazione può aiutare le donne a rimanere a scuola o ottenere altre opportunità di formazione e ad entrare e mantenere un’occupazione retribuita. Ciò può portare a benefici sociali ed economici che durano per tutta la vita di una donna  essenziali per una maggiore equità di genere», ha commentato Annie Haakenstad, dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), dell’Università di Washington, negli Stati Uniti.

Anche il tipo di metodo contraccettivo maggiormente in uso è indicativo del livello di sviluppo sociale di un Paese. I ricercatori fanno notare che la mancanza di varietà nelle opzioni è indicativa di un’offerta scadente che non soddisfa allo stesso modo tutte le categorie di donne.

Nel 2019, la sterilizzazione femminile e i contraccettivi orali erano i sistemi più usati in America Latina e nei Caraibi,  la pillola anticoncezionale orale e i preservativi nei Paesi ad alto reddito, la spirale e i preservativi in ​​Europa centrale, Europa orientale e Asia centrale. La sterilizzazione femminile rappresentava più della metà di dei sistemi di contraccezione nell’Asia meridionale. Inoltre, in 28 Paesi, più della metà delle donne utilizzava lo stesso metodo, suggerendo una disponibilità limitata di opzioni.

«Il nostro studio evidenzia che dovrebbe essere disponibile per tutte le donne non solo la contraccezione in sè, ma anche una scelta adeguata di contraccettivi. Diversificare le opzioni in aree che potrebbero dipendere eccessivamente da un metodo potrebbe aiutare ad aumentare l’uso dei contraccettivi, in particolare quando il metodo più utilizzato è definitivo», ha spiegato Rafael Lozano, dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), University of Washington, USA.

Fonte: healthdesk