La psichiatria esiste

È nato il primo Osservatorio nazionale sulla salute mentale in Italia, un progetto importante, in considerazione del periodo storico che stiamo vivendo, voluto e promosso da Edra e dalla Fondazione BRF – Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze. Durante l’evento di presentazione sono stati illustrati mission, modalità e obiettivi dell’Osservatorio, finalizzato a monitorare non solo lo stato di salute mentale del nostro Paese, ma anche esigenze e necessità di medici e psichiatri.

«Soprattutto dopo la pandemia – spiega Armando Piccinni, presidente della Fondazione BRF e direttore dell’Osservatorio – ci siamo resi conto della necessità di uno strumento che possa essere d’aiuto non solo per i cittadini tutti, ma anche per chi è in prima linea nell’offerta dei servizi per la comunità. Investire in programmi di salute mentale deve essere una tra le priorità dell’epoca post-pandemica, ma per farlo è necessario prima di tutto conoscere e monitorare, ed è questo lo scopo dell’Osservatorio».

«Il nostro è un “cervello sociale”: per questo, con l’emergenza pandemica e gli stravolgimenti che ogni giorno viviamo, siamo di fronte a una condizione di sofferenza psichica diffusa. L’Osservatorio vuole fotografare lo stato dell’arte e il “sommerso” di pazienti con problemi di salute mentale, così da restituire un quadro completo e contribuire alla definizione di nuovi modelli di gestione», aggiunge Ludovico Baldessin, Amministratore Delegato di Edra.

All’evento, oltre a Piccinni e Baldessin, era presente anche la presidente dell’Osservatorio, l’onorevole Beatrice Lorenzin, già ministro della Salute, che ha aggiunto: «Il Covid ha cambiato il nostro modo di vivere, di relazionarci con gli altri, così come ha generato un costante sentimento di incertezza per il futuro. Contestualmente è aumentata la domanda d’aiuto psicologico e psichiatrico, soprattutto nella fascia dei più giovani. La salute mentale rappresenta la salute di un Paese, che spesso soffre senza sapere. L’Osservatorio vuole essere uno strumento di aiuto per promuovere e migliorare la salute dei cittadini e, quindi, dell’Italia».

Sono intervenuti, tra gli altri, anche Ernesto Caffo, presidente del “Telefono Azzurro”; Alessandro Padovani, professore ordinario di Neurologia all’Università degli Studi di Brescia; Luca Pani, professore ordinario di Farmacologia all’Università di Modena e Reggio Emilia (e già direttore generale dell’Aifa); Gabriella Pravettoni, professoressa ordinaria di Psicologia cognitiva all’Istituto Europeo di Oncologia; Roberta Siliquini, direttore della Scuola di Sanità Pubblica all’Università degli Studi di Torino; e per “Cittadinanza Attiva” la vice segretaria generale Francesca Moccia.