Cuffaro: “In carcere la gente si lascia morire”

“Le carceri italiane sono un incubo da tempo, sono luoghi dove la gente non viene rieducata ma posti di pena e, a volte, anche tutto il sistema è vessatorio”. Lo ha detto l’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, che ha scontato una pena di sette anni per favoreggiamento verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, a Palermo, nel corso del convegno ‘Né pena di morte, ne morti per pena’.

L’ALLARME SUICIDI

Cuffaro, che è stato recluso nel carcere romano di Rebibbia dal 22 gennaio 2011 al 13 dicembre 2015, ha spiegato: “Il problema non è solo per il sovraffollamento, con stanze con il 30-40% di gente in più rispetto a quanto le celle ne potrebbero contenere, ma perché tutto il sistema che riguarda i servizi primari è vessatorio. Le celle diventano un luogo di sofferenza e proprio per questo l’Italia è stata redarguita dalla Corte dei diritti europei. Le celle purtroppo diventano luoghi dove la gente si lascia morire – ha aggiunto l’ex presidente della Regione, esponente della Democrazia Cristiana – Nel nostro Paese è sempre più in aumento, infatti, il numero di suicidi in cella: ci sono più suicidi nelle carceri italiane di quanto ne faccia la pena di morte negli Stati dove è ammessa. Un Paese di diritti come il nostro non può non attenzionare ed umanizzare un luogo dove la gente, anche se ha sbagliato va rieducata, salvando dignità”, ha concluso Cuffaro.

Fonte «Agenzia DiRE»  «www.dire.it»

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