Alessia Navarro porta a teatro il dramma delle donne afghane

Tratto dal romanzo “Pietra di pazienza” di Atiq Rahimi, autore e regista afghano, lo spettacolo teatrale omonimo è un doloroso viaggio negli abusi culturali che permeano la vita della donna afghana, priva di ogni diritto e lesa attraverso la sistematica negazione della propria dignità, identità, libertà. E’ in scena al Teatro 7 OFF fino al 5 dicembre e al Teatro Tor Bella Monaca dal 6 al 9 dicembre.

Con la regia di Matteo Tarasco, che ha curato traduzione e drammaturgia del testo, “Come pietra paziente” è interpretato da Alessia Navarro, Fabio Appetito, Marcello Spinetta e Kabir Tavani: tra le mura di una modesta abitazione, cullata dai rumori incessanti della guerriglia, una giovane donna assiste il marito morente, colpito gravemente alla testa durante uno scontro armato. Dinanzi all’uomo, impossibilitato a rispondere, la donna confessa e rivendica la propria condizione femminile, ergendo il corpo inerme a sua Pietra di Pazienza.

La protagonista Alessia Navarro: “E’ uno spettacolo duro, crudo, molto impegnativo, difficile dal punto di vista interpretativo, ma uno spettacolo necessario perché tratta della condizione femminile della donna afghana mai come in questo periodo complicata. Lo spettacolo nasce da alcune suggestioni che ho avuto sia vedendo il film da cui è tratto sia leggendo il romanzo. Mi sono innamorata di questo progetto; sono stata sempre affascinata dalle grandi donne della storia e ho ritenuto che la donna protagonista dello spettacolo fosse una grande donna, con un grandissimo coraggio, capace di riprendere in mano la propria vita e di affrontare un percorso di dolorosa emancipazione dal ruolo in cui è sempre stata rilegata. Per me è stata una grandissima sfida”.

Affidandosi alla narrazione della lacerante dicotomia tra Oriente ed Occidente, la rappresentazione vuole essere un grido in favore dell’autodeterminazione della figura femminile. Navarro, da sempre impegnata nella valorizzazione della donna, ha portato in scena storie di protagoniste di grande valenza, tra le quali Frida Kahlo, Alma Mahler, Kiki di Montparnasse, Marina Cvetaeva. Dopo quasi due anni di stop, ritorna in teatro

“Il teatro è un posto magico, al di là di qualsiasi forma d’arte dove c’è comunque un minimo di stacco con la gente, nel teatro respiri con la gente, tu hai bisogno del calore di quell’onda emozionale che ti proviene dalla platea”.

Il progetto, sostenuto dalla Regione Lazio con il Fondo unico 2021 sullo Spettacolo dal vivo, vanta il sostegno della Comunità Afghana in Italia e di diverse realtà impegnate quotidianamente nella difesa dei diritti delle donne, italiane e straniere, nei processi di accoglienza, inclusione, empowerment e autonomia loro dedicati: Nove Onlus, Associazione Carminella, Rising – pari in genere, Cooperativa Sociale Magliana Solidale, Casa Internazionale delle Donne.