Allergie? Usa la quaglia

Si usa come l’uovo di gallina ma è più leggero, più delicato e con meno colesterolo. Ha molte proprietà nutrizionali, e sono importanti alimenti per chi soffre di allergia ai pollini. Le uova di quaglia sono piccole, con guscio picchiettato di scuro. Raggiungono mediamente il peso con il guscio di 20-30 grammi e sono prodotte dalle quaglie a testa bruna allevate come pollame. Un uovo senza guscio pesa circa 9 gr, le uova di quaglia quindi sono circa 1/5 delle uova di gallina. All’estero e soprattutto in Giappone sono un alimento di uso quotidiano, soprattutto consumate crude. Verificare sempre la provenienza e freschezza. In Italia non esiste ancora una legge che ne regoli la tracciabilità.

Questi ovetti possono essere utilizzati in cucina esattamente come le uova di gallina: alla coque, sode, all’occhio di bue, per dolci o tagliatelle (pare reggano meglio la cottura). Attenzione sempre alle dosi, ricordando che a 1 uovo di gallina corrispondono sempre 5 uova di quaglia. Per ottenere una totale efficacia degli effetti terapeutici dovuti alle sostanze contenute nelle uova di quaglia, il modo migliore di utilizzarle è quello a crudo con aggiunta eventualmente di un pizzico di sale e limone (uovo all’ostrica).

Si possono fare maschere per il viso o per i capelli con le uova di quaglia, in quanto sembra che aiutino a migliorare il colore del volto e rafforzare i capelli.

Per combattere le allergie ai pollini, alcune persone solo consumando uova di quaglia riescono a passare indenni la stagione dei pollini, comunque sarebbe meglio iniziare la terapia due settimane, venti giorni prima della comparsa dei pollini

Nel 1967 il Dr Truffier aveva notato che molti allevatori di quaglie e i loro famigliari smettevano di soffrire di asma cronico e dispnea permanente. Così provò a prescrivere terapie a base di uova di quaglia contro le allergie, specie contro pollinosi o allergie da allergeni respiratori. I pazienti consumavano 5 uova al mattino, a digiuno, per un certo intervallo di tempo seguito da periodi di interruzione e da un’eventuale terapia di consolidamento.

Queste uova costituiscono un valido aiuto nelle “pollinosi” (termine che designa l’insieme delle manifestazioni reattive, provocate dal contatto con pollini) e nelle reazioni allergiche di varia natura come: orticaria, rush cutanei, pruriti, eczemi, dermatiti, psoriasi. La percentuale di persone affetta da allergie e sensibilizzazioni è in continuo aumento. Alcuni studiosi attribuiscono la causa, oltre all’inquinamento dell’aria, del cibo, dell’acqua, anche alle intossicazioni da farmaci e dall’uso indiscriminato delle vaccinazioni: le manifestazioni allergiche da pollini si presentano generalmente in primavera e perdurano diversi mesi.

Il raffreddore da fieno è un’affezione particolare della mucosa nasale, degli occhi e delle prime vie aeree con conseguente catarro e asma, causata dal contatto, per inalazione con i pollini delle piante. I sintomi insorgono non appena si è prodotta l’irritazione, con bruciore e prurito al naso, starnutazione frequente e accelerata, secrezione profusa, congiuntiviti, sindrome catarrale e talvolta diffusione del processo alla laringe, alla trachea e ai bronchi