Emegency, va in sala il 29 ottobre

“In tutte le cose “, scriveva Simone Weil “solo quel che viene dal di fuori, gratuitamente, a sorpresa, come un dono della sorte, senza che l’abbiamo cercato, è gioia pura”. Chissà se hanno pensato a questa frase gli organizzatori di Emergency della quarta edizione di un evento che annualmente riunisce in decine di cinema sparsi per tutto il Paese migliaia di studenti. Chissà se questi studenti e i loro insegnanti prenderanno come dono ciò che verrà loro raccontato il 29 ottobre in diretta satellitare da Milano.

Emergency è un’organizzazione umanitaria e indipendente nata in Italia. Offre cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà. Promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Tra il 1994 e il 2019, negli ospedali, centri sanitari, poliambulatori e centri di riabilitazione di EMERGENCY sono state curate gratuitamente oltre 10 milioni di persone.

L’evento è proposto agli studenti delle scuole secondarie di II grado, e sarà condotto da Camila Raznovich. Con lei ci saranno Gino Strada, chirurgo e fondatore di EMERGENCY, Rossella Miccio, presidente dell’associazione, e altri ospiti che parleremo coi ragazzi di conflitti e migrazioni, attraverso l’enunciazione di cinque principi attivi: conoscere la guerra, affermare l’uguaglianza, informarsi e combattere il linguaggio dell’odio, coltivare la memoria e la bellezza.

Insieme a Gino Strada e Rossella Miccio, interverranno la dottoressa Cristina Cattaneo, professore ordinario di medicina legale all’Università Statale di Milano e direttrice del Labanof, che combatte per dare un’identità ai morti nel Mediterraneo; Matteo Villa, ricercatore del programma Migrazioni dell’ISPI ed esperto di politiche europee, e Omaid Sharifi degli ArtLords, un collettivo di street-artist di Kabul che parla alla città in guerra attraverso i graffiti.

“La gente comune, in Afghanistan, cammina per le strade e vede mura orrende ovunque, mura che non proteggono. Per noi, Kabul è come una prigione. Così abbiamo deciso che almeno potevamo mettere del colore su queste mura, e allo stesso tempo lanciare un messaggio.” ArtLords, Kabul

I principi attivi per EMERGENCY sono metafora dei principi su cui si fonda la società civile, e vanno continuamente affermati ed estesi a tutti i membri che ne fanno parte. Sono anche esempi concreti di vite, pratiche e pensieri resistenti; e sono, specialmente, modi che hanno i ragazzi, anche alla loro età, di impegnarsi nella società civile.

Viviamo in un mondo in cui la guerra e la violenza sono eventi quotidiani; questo fatto dovrebbe portarci a considerare la pace come un bene necessario. E proprio la scuola deve riscoprire la sua funzione educativa istituzionale al di là dei compiti puramente di socializzazione e di trasmissione culturale, deve farsi portatrice di nuove istanze e vie di educazione che provengono dalle riflessioni comuni sul tema della pace. C’è bisogno di insegnare la pace, sentire come un compito prioritario quello di vivere la pace. La scuola deve basare il processo educativo sulla trasmissione di conoscenze, la creazione di abitudini, modelli, valori e una corretta metodologia, una serie di tecniche che mirino a formare un atteggiamento solidale.

Altrimenti rischiamo di vivere ancora una volta ciò che ci ricorda in un suo aforisma di Karl Kraus scrittore, giornalista e poeta austriaco noto per le sue critiche altamente ironiche e taglienti alla cultura, alla società, ai politici tedeschi e ai mass media nei primi anni del ‘900.

La guerra è in primo momento la speranza che a uno possa andar meglio, poi l’attesa che all’altro vada peggio, quindi la soddisfazione perché l’altro non sta per niente meglio e infine la sorpresa perché a tutti e due va peggio».