Salute. Spaghetti western live all’Eur

Il Mercato Contadino Castelli Romani, noto ormai come importante progetto sociale e culturale che si differenzia dal mondo commerciale generico, apre il sipario dello Stardust Village del Torrino con una bio spaghettata d’autore. Il buon cibo,  non solo come atto rivoluzionario bensì eversivo, che si oppone alle logiche del consumismo sfrenato e, hainoi, cancerogeno  per via della chimica utilizzata nella coltivazione e distribuzione.

Ecco allora dopo mille iniziative che non si rassegnano alla logica prevalente “Mors tua vita mea” la spaghettata  di aglio olio e peperoncino nata dalla collaborazione tra L’Amore  Frutta di Pino Di Maula e Laura Ricci specializzati in agrumi olio e derivati e l’associazione Colline Ciociare diretta da Pasquale Abballe che coltiva un particolare aglio rosso digeribile come nessun’altro e ricco di quell’antibiotico naturale che chiamano Allicina.

L’appuntamento da non perdere e condividere con amici buongustai è prevista per domenica 10 marzo, così come segnalato dal sito del Mercato Contadino Castelli Romani con tutte le info per arrivare presto e godersi le altre meraviglie di decine di produttori che lì espongono le loro prelibatezze.

L’Aglio Rosso di Castelliri deriva dall’incrocio tra aglio bianco e aglio rosa, piante usate fin dall’antichità per diversi scopi (specie Allium sativum). Questa tipologia è caratterizzata dalla forma ovale del bulbo, con un peso che normalmente si aggira intorno ai 60 gr. Si presenta con la pellicola esterna color bianco, e quella immediatamente sotto color rosso porpora.

Le coltivazioni della bulbosa, in queste zone del Lazio, è presente da tempi remoti e si è legata alla tradizione. Le testimonianze , giunte a noi, sono sia orali che fotografiche e raccontano dei metodi di coltivazione che ancora oggi sono rispettati e tramandati. I terreni su cui sono sviluppate le coltivazioni sono per lo più argillosi, su cui vengono inserite le piantine in filari paralleli.

La semina avviene manualmente nel periodo tra dicembre e gennaio, per arrivare al raccolto in giugno. La lavorazione prevede l’asciugatura dei bulbi e il successivo intreccio, rigorosamente con tecniche manuali. Il sapore acre, l’aroma pungente e quasi piccante, e l’ottima conservabilità dell’aglio rosso di Castelliri ne hanno consacrato l’utilizzo in cucina.