Pane al carbone, interrogazione a ministri Lorenzin e Martina

“A seguito delle attività del Corpo forestale dello Stato in Puglia in materia di preparazione di prodotti da forno, trattati con il colorante del carbone vegetale, ho presentato insieme ai colleghi deputati del Pd un’interrogazion con risposta in Commissione, che ho indirizzato ai Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole e forestali. Vista la diffusione in breve tempo di questo tipo di prodotti e le proprietà che vengono attribuite, è fondamentale capire subito ciò che è lecito e ciò che invece può essere rischioso, informando i consumatori”.

Lo sostiene la deputata del Partito Democratico, Liliana Ventricelli, intervenuta prontamente sulla questione di sicurezza alimentare che è stata sollevata oggi da un’operazione del Corpo forestale dello Stato. Sono state denunciate dodici persone per la vendita di pane, focacce e bruschette che venivano trattate con l’utilizzo del colorante E153 carbone vegetale. Il Corpo forestale ha specificato che si tratta di un procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea. Le normative, infatti, non consentono l’utilizzo di alcun colorante sia nella produzione di pane e prodotti simili sia negli ingredienti utilizzati per prepararli: acqua, farina, sale, zucchero, burro e latte.

“Il pane nero e gli impasti di questo genere sono diventati in breve tempo molto diffusi e di largo utilizzo comune, pubblicizzati per le loro presunte proprietà digestive – sottolinea Ventricelli -. L’operazione del CFS impone la massima attenzione. Per questa ragione, ho depositato l’atto parlamentare alla Camera dei Deputati per chiedere ai ministri Beatrice Lorenzin e Maurizio Martina se siano informati in ordine a questi fatti e se risultino avviate indagini ministeriali; se non intendano verificare la sussistenza di responsabilità in relazione ad ipotesi di omissione di atti di controllo a tutela dei cittadini. Inoltre – aggiunge – ho chiesto quali misure intendano mettere in campo per contrastare tali fenomeni ed informare i consumatori e se sussistano pericoli per la salute”.