Liberté, Égalité, Fraternité

Attacco alla Francia. Nel pensare a cosa scrivere, non è stato difficile individuare il tema principale dell’ultima settimana d’attualità calcistica. Anche se stavolta lo sport non c’entra. Così comincio a scrivere proprio mentre scorrono in diretta le immagini e notizie dei telegiornali di tutto il mondo circa il blitz di Saint-Denis di questa mattina. Saint-Denis è la banlieue dell’odio diventata famosa come altre, da Clichy-sous-Bois a Montfermeil fino a Marsiglia e Nizza, nell’autunno caldo del 2005 con le rivolte urbane frutto delle tensioni sociali, razziali e religiose in Francia. Ci sono novità importanti dell’ultim’ora: la “mente” degli attacchi terroristici del 13 novembre, Abaaoud che non avrebbe trovato rifugio in Siria è barricato, forse, in un appartamento del sobborgo di Parigi, in Rue de la République a circa un chilometro dallo Stade de France. Pensare e scrivere, questa volta il risultato del campo non importa.

La Francia ha battuto 2 a 0 i campioni del mondo in carica della Germania, venerdì scorso. Reti della coppia Giroud-Gignac. Ma chi se ne è accorto? Tra un po’ qui si giocherà l’Europeo. Torniamo indietro. La prima esplosione avviene alle 21.17, la seconda tre minuti più tardi. I boati si percepiscono all’interno, ma non sono petardi. Si continua a giocare, allo Stade de France di St. Denis. Qui dentro la Francia ci ha vinto un Mondiale, il 12 luglio del 1998. Viene colpito un simbolo dell’orgoglio francese, doveva essere una festa. Dovrà essere una festa, la sera del prossimo 10 luglio. Ma tre kamikaze sono in azione, il Presidente della Repubblica francese Hollande fugge via scortato, gli spettatori scendono in campo a fine partita. C’è caos all’esterno, la strage si sta consumando anche altrove. Pure la Nazionale tedesca è sotto scorta. Com’è andata lo sappiamo tutti, ma com’è possibile tutto questo?

Poi dibattiti e interventi di politologi, ministri e sottosegretari, social e persone comuni. Tutti parlano di come affrontare – e risolvere – il problema, ora che ci si è accorti dei rapporti dell’ISIS e dei suoi terroristi con l’Europa (vedi il Belgio). Ora che ci si è accorti che il sistema di intelligence funziona ad intermittenza e non è ben coordinato a livello europeo. Gian Paolo Calchi Novati è un professore e ricercatore italiano, che insegna Storia e Istituzioni dei Paesi Afro-asiatici. È un esperto di colonialismo e decolonizzazione in Africa e Medio Oriente. Ha detto questa mattina a Radio Rai: «L’ISIS va visto sia come “centrale” che coordina il terrorismo ad ampio raggio, sia come Stato che ha l’ambizione di controllare un territorio». L’epicentro dunque non è Parigi, ma il Medio Oriente. La Francia ha una riconosciuta leadership europea nell’azione contro l’ISIS, soprattutto in relazione alla Siria. La prima risposta alla Francia si è avuta con l’attacco alla sede di Charlie Hebdo. Ma la Francia ha anche tanti rapporti commerciali con le Monarchie del Golfo.

Un punto di vista diverso, storico e geo-politico, lontano dalla sete di vendetta. Non si può ridurre tutto all’attacco alla nostra identità, bisogna pensare e comprendere meglio. Liberté, egalité, fraternité: è l’omaggio ai francesi dello stadio di Wembley, dove l’Inghilterra ha battuto ieri sera in amichevole la Francia per 2-0. «Gli inglesi hanno comunque piegato i francesi con un gol per tempo, realizzati da Alli e Rooney. Di questo match tuttavia rimarrà l’immagine della Marsigliese intonata dai 70mila spettatori che gremivano lo stadio londinese» recita l’ANSA del 18 novembre. La Libertà è – dovrebbe essere – il frutto della realizzazione di una propria identità. L’Uguaglianza dovrebbe essere il riconoscimento della stessa nascita umana per tutti e non soltanto la tolleranza verso un colore diverso della pelle o l’identità del genere femminile. La Fraternità diventerebbe così la conseguenza naturale di un nuovo modo di essere umani. Pensare, scrivere un punto di vista diverso, la realtà umana. Non servirebbe altro, certamente.

Mentre ieri sera ad Hannover è stata cancellata (o forse annullata) l’amichevole Germania-Olanda per l’alto rischio di nuovi attentati, la Svezia di Ibrahimović e l’Ucraina di Yarmolenko hanno giocato per ottenere l’accesso alla Fase finale dell’Europeo che si disputerà proprio in Francia il prossimo giugno. Ma il pensiero ancora una volta non va al campo. Per quello che è successo ieri, per quel che sta accadendo oggi. Come venerdì scorso, anche l’atmosfera che si respira questa mattina a Saint-Denis è spettrale, dicono gli inviati. Le televisioni di tutto il mondo parlano ora del progetto di un nuovo attentato e smentiscono la prima notizia dell’alba di un altro giorno triste per tutti noi. Il blitz nell’appartamento è appena terminato. Ma dov’è Abaaoud e dov’è la verità dell’essere umano?