Medico di turno

La mela è un frutto della famiglia delle Rosacee (nome scientifico Malus communismelo) e la sua diffusione è tale che, anche nelle culture più antiche, ha assunto spesso anche un valore simbolico. Tutti ricordano solo per citare due esempi celeberrimi, la mela proibita del Paradiso Terrestre e ancora nella mitologia greca è con una mela che Paride elesse Afrodite come la più bella delle dee.

Molteplici sono le varietà di mele coltivate:

Mela Annurca, presente soprattutto nelle regioni meridionali dell’Italia, a buccia rosso vinoso, polpa bianca e sapore dolce acidulo;
Mela Breaburn, molto aromatica coltivata in Lombardia, soprattutto in Valtellina;
Mela Fuji, originaria del Giappone, dalla forma tondeggiante con buccia dal colore rosso dal chiaro fino allo scuro, screziato giallo verde, ricca di fruttosio, croccante e succosa e dal gusto dolce un poco acidulo, coltivata in Valtellina;
Mela Golden delicious, è il tipo più diffuso in Italia, con buccia gialla/rugginosa, è dolce dall’aroma intenso e con la polpa succosa e zuccherina. Diuretica, è ricca di polifenoli;
Mela Granny Smith, ha origini australiane e colore verde carico. Croccante e succosa, con sapore dolce leggermente acidulo, particolarmente ricca in magnesio; – Mela Red Delicious, ha una forma tipica a calice, buccia colore rosso vivo. Coltivata principalmente in Lombardia;
Mela Royal Gala, con buccia rossa, polpa fine e succosa, gusto dolce con sapore intenso, coltivata soprattutto in Valtellina;
Mela Stark Delicious, colore rosso brillante, aromatica e poco acida, sapore dolce con polpa succosa, molto ricca in carotene e retinolo;
Mela Renetta, dall’aroma spiccato, adatta ai climi alpini, se appena matura ha la buccia giallo/verde, mela succosa e poco zuccherina, adatta anche ai pazienti diabetici, coltivata in Val di Non, in Trentino, matura in autunno.Il maggior produttore mondiale di mele oggi è la Cina, ma il consumo di mele è molto elevato in tutto il mondo, in Europa si stima che se ne consumino circa 20 kg pro capite all’anno (circa una mela e mezza al giorno per ogni individuo, molto di più che negli USA dove il consumo è di una mela ogni quattro giorni), mentre in Italia è senza dubbio il frutto più diffuso e consumato. Il periodo dell’anno migliore per le mele è l’autunno, ma, grazie ai moderni sistemi di coltivazione e conservazione, le mele non sono un frutto legato al consumo stagionale, ma disponibile tutto l’anno. La mela è composta per l’80% da acqua mentre il restante 20% è composto da vitamine (C, PP, A e B) e carboidrati e fibre, mentre praticamente assenti sono le proteine e i grassi. Inoltre la mela apporta molti minerali come potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio, ferro.

Il relativo basso contenuto in zuccheri fa della mela, pur nelle dovute quantità, un frutto adatto anche per chi soffre di diabete. Inoltre la pectina , contenuto nella mela, è una sostanza che aiuta a tenere sotto controllo la glicemia, rallentando l’assorbimento degli zuccheri nel sangue. Importante è l’apporto di vitamine che questo frutto ci offre: le vitamine del gruppo B, come la B1 che combatte l’inappetenza, la stanchezza e il “nervosismo”, e come la B2 che ci aiuta nei processi digestivi, oltre a proteggere unghie, capelli e le mucose come quelle della bocca.

La particolare facilità nel digerire questo frutto, oltre che, ottimo spuntino rompifame di metà giornata, fa sì che la mela sia adatta ad essere consumata anche a fine pasto, senza il rischio di risultare pesante.

La mela inoltre ha un elevato potere antiossidante, grazie ad alcune sostanze in essa contenute che si ritiene possano aiutare a prevenire e contrastare la formazione di alcune neoplasie.

Da recenti studi statunitensi si è evidenziato come la buccia delle mele (in particolare della varietà Red Delicious) contenga delle sostanze denominate Triterpenoidi, che hanno dimostrato sperimentalmente, in vitro, attività anti-proliferativa nei confronti di vari tipi di tumore, tra cui carcinoma mammario e carcinoma del colon.

Inoltre questo frutto è ricco di antiossidanti, come la vitamina C, i polifenoli e la già citata pectina, presente soprattutto nella buccia, dalla cui fermentazione si libera acido butirrico, sostanza alla base di alcuni farmaci sperimentali contro il cancro. Proprio grazie ai polifenoli le mele sono efficaci nel combattere i tumori del polmone, dell’intestino e della prostata. Inoltre le mele sono ricche di quercetina, un antiossidante che si ritiene possa contrastare oltre ai tumori, anche alcune malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.

Ma i pregi di questo frutto non si fermano qui: se consumata cruda è un valido aiuto contro la diarrea, visto il suo potere astringente, mentre se consumata cotta aiuta contro la stipsi.
L’elevato contenuto in fibre inoltre fa sì che la mela aiuti a contrastare la formazione del colesterolo “cattivo” LDL mentre favorisca quello “buono” HDL.

Marco Missaglia. (Mandello del Lario) – S.I.M.P. e S.V.