A lezione da Oscar Cano

Óscar Cano Moreno è un allenatore professionista di calcio. Nato a Granada nel 1972, è stato alla guida di numerose società spagnole tra cui il Salamanca, il Betis B, il CD Alcoyano (stagione 2014/15) oltre al club della sua città natale (2007/08).  A seguito dell’ottima stagione con il Club Deportivo Baza (2006/07), approda infatti al Granada Club de Fútbol che ha ambizioni di promozione in Segunda División, ma dopo il buon quinto posto della sua prima annata sulla panchina andalusa, viene rimosso dall’incarico all’inizio della stagione successiva. Mentre il Granada soffre della crisi finanziaria e di risultati sul campo, Cano si prende una pausa, studia calcio e inizia a scrivere. Nell’estate del 2009 la famiglia Pozzo, già proprietaria di maggioranza dell’Udinese, rileva il Granada che riesce finalmente nell’impresa del doppio salto di categoria.

Cano scrive prima un libro che analizza il sistema di gioco del Barcellona. Poi continua a guardare il calcio, ad allenare e a scrivere. Pochi giorni fa era a Roma, dove ha incontrato gli allenatori italiani presentando in aula e in campo il suo lavoro con il seguente programma: «El entrenamento de los conceptos relativos al juego de posicion. Del Bayern de Munich al Bayern de Pep… El juego circustanzial de Pep». Prima sessione di lavoro in aula un pomeriggio di venerdì (11 settembre), presso l’Università degli Studi di Roma – Tor Vergata (Facoltà di Medicina); seconda parte pratica in campo la mattina del giorno successivo presso il Centro Sportivo della Nuova Tor Tre Teste, una tra le più importanti società dilettantistiche di calcio in Italia che ogni anno a gennaio ospita un prestigioso torneo internazionale giovanile.

Tutti gli appassionati di calcio sanno dei successi e del modo di giocare del Barcellona di questi ultimi anni. Leo Messi a parte. Ma come si arriva a giocare in quel modo, con quella precisione, intensità e rapidità? Óscar Cano ce lo dice attraverso la strutturazione di una seduta tipica di allenamento in stile Barça, con i giochi di posizione appunto. Ma si deve avere ben chiaro l’obiettivo di tutto il lavoro: la filosofia della società, la filosofia di gioco. Il modello italiano è diverso da quello spagnolo. Il risultato conta allo stesso modo, ma per raggiungerlo si lavora in maniera differente. Dice Cano: «L’osservatore deve saper prima di tutto cosa cercare in base a cosa vuole la propria società. Il calciatore che interessa al Barcellona deve essere predisposto ai giochi di posizione». Nel calcio, bisogna prima di tutto saper osservare.

Ma cosa sono questi giochi di posizione? Esercitazioni più allenanti di un possesso palla, di cui rappresentano un’evoluzione. I calciatori impegnati si muovono infatti nel proprio ruolo e allenano meglio le proprie componenti tecnico-tattiche, nonché fisiche e mentali. I “comodini” (come vengono chiamati in gergo) sono dei jolly che permettono la superiorità numerica e la migliore gestione e circolazione della sfera, giocando sempre con la squadra in possesso di palla. Al di là dei numerosi concetti tecnici, ho cercato di semplificare. «L’essere umano – osserva Cano – non si può analizzare in maniera isolata e astratta. Se ad esempio in un giocatore si cerca solo la velocità, allora Iniesta non può giocare. Ma Iniesta risolve i problemi della sua squadra e crea i problemi alla squadra avversaria».

Giocare “amplio” e “profundo”, dice Cano. Educare in allenamento sia la parità che la superiorità numerica. Atracción e liberación: come attrarre l’avversario con il movimento dei compagni senza palla e poi giocare sull’altro compagno libero. Cosa fare: educare il giocatore alla variabilità delle situazioni di gioco. Confrontare e variare differenti sistemi di gioco nella fase di apprendimento. Interiorizzare le variabili di gioco. Come sfruttare il campo: ampiezza, diverse linee di gioco e passaggi, con l’esterno vero uomo libero da sfruttare. I concetti: giochi di posizione e possesso di palla finalizzato. La fase difensiva: blocco “aperto” e blocco “chiuso” in fase di non possesso palla. Il concetto di vittoria qui è più ampio: si gioca per vincere ma… Non bisogna aver paura, quando si gioca al calcio. Parola di Óscar Cano.