Per fare un albero ci vuole… una bottiglia di shampoo

 “Wow! Sarebbe grandioso, mi divertirei a piantare bottiglie nel mio giardino aspettando piantine in abbondanza”. Tiziano, utente del web, saluta con entusiasmo la prima bottiglia di shampoo in grado di fare crescere un albero dopo essere stata sotterrata nel terreno. L’idea, battezzata ‘Tree in the bottle’, è dell’azienda taiwanese O’Right, i cui prodotti per parrucchieri sono importati e distribuiti in Italia dalla bresciana Altima: “Questo flacone è l’apice di tutto il progetto eco – spiega il titolare Alessandro Bottazzi –. È fatto di PLA, un amido estratto dagli scarti di frutta e verdura che hanno subìto il processo di fermentazione, disidratazione e polimerizzazione.

Sotterrata, si scioglie completamente entro un anno, rilasciando le sostanze nutritive necessarie per fare crescere il seme racchiuso in fondo alla bottiglia: semini di caffè o acacia. Con temperatura e un tasso di umidità adeguati, i semi potrebbero cominciare a germogliare”. La confezione è totalmente biodegradabile, atossica in tutto e per tutto. Alla base dell’azienda taiwanese, il concetto ‘cradle to cradle’ – dalla culla alla culla, in un circolo vitale virtuoso – concretizzatosi nella novità lanciata dall’Italia solo pochi giorni fa, il ‘Coffee tree in the bottle’: una bottiglia nata dai fondi di caffè che dopo avere contenuto lo shampoo diventa nutrimento per il terreno e rinasce piantina. O’Right estrae l’olio di caffè dai fondi di caffè riciclati e lo aggiunge ai suoi prodotti.  Dopo l’estrazione, i fondi rimanenti hanno ancora qualcosa da dare: così, con materiali biodegradabili, vengono utilizzati per produrre il flacone. Dentro, sono inseriti alcuni chicchi che, una volta sotterrati, potranno crescere e fare ripartire il ciclo della vita.

La nostra convinzione è che si possa fare business salvaguardando l’ambiente in cui viviamo: tutti gli ingredienti che utilizziamo sono naturali, organici e biologici. Vogliamo realizzare prodotti il meno inquinanti possibili, e l’attenzione è rivolta a tutte le fasi della lavorazione: spesso ci sono prodotti naturali che, tra la coltivazione, la produzione e l’estrazione del principio attivo, producono un sacco di CO2 e inquinano lo stesso. Per questo noi parliamo di linea eco e non di prodotti naturali”. L’inchiostro sulla confezione è di soia, i tappi in bambù, perché quelli di plastica si disperdono nell’ambiente, finiscono in mare e vengono ingoiati dai gabbiani: “O’Right lavora duramente per ridurre le emissioni di carbonio e insiste nell’usare ingredienti certificati ed organici. Ogni anno investe circa il 10 per cento degli utili in opere di responsabilità sociale: per esempio, parte in missione per togliere i tappi dalle strade”. La sede di Taiwan, invece, è a impatto zero, alimentata con energia eolica, solare e attraverso il recupero dell’acqua piovana.

I parrucchieri italiani sono pronti alla rivoluzione verde? “Diciamo che quest’anno sembra si siano svegliati. Al momento, copriamo un terzo dell’Italia, ma entro fine 2016 contiamo di raggiungerla tutta. Ma non siamo che all’alba: l’Oriente, paradossalmente, è molto più avanti di noi sul green. Là vengono portate avanti enormi campagne di sensibilizzazione: ma noi con Austria, Olanda, Inghilterra, Polonia e Ucraina ci difendiamo. Il mercato che chiede prodotti eco sta crescendo, le risposte non possono che arrivare”. (Ambra Notari)