Ancora violenze a Rotterdam

L’Italia del calcio torna a fare bella figura in Europa, ma la violenza del tifo dilaga senza confine. La Juventus può qualificarsi per i quarti di Champions League grazie alla vittoria casalinga per 2 a 1 con il Borussia Dortmund (che lotta per non retrocedere in Bundesliga), mentre Fiorentina, Inter, Napoli, Torino e Roma approdano agli ottavi di finale di Europa League 2014-2015. Nella vecchia Coppa UEFA l’impresa riuscì soltanto ai tedeschi, che nella stagione 1979-80 portarono (ai quarti però) l’Eintracht di Francoforte (poi campione), il Bayern di Monaco, il Borussia di Mönchengladbach, Kaiserslautern e Stoccarda.

Questa volta provengono dall’estero le solite immagini di violenza da stadio. Già in Grecia il calcio è fermo per decisione del governo Tsipras dopo gli scontri in Panathinaikos-Olympiakos di domenica scorsa che hanno portato a 11 arresti, il calciatore Kasami colpito alla testa da un petardo, il nigeriano Olaitan ricoverato in ospedale per sopraggiunta miocardite da spavento (entrambi appartenenti alla squadra ospite), anche l’allenatore di casa Yannis Anastasiou colpito alla testa da un oggetto lanciato dagli spalti. E ora, dopo la devastazione di Roma da parte degli hooligans olandesi, l’inferno di Rotterdam.

Tutti ormai sanno dei disordini della settimana scorsa nella Capitale, in occasione della gara di andata tra la Roma ed il Feyenoord. La fontana della Barcaccia danneggiata in piazza di Spagna è il simbolo di quella giornata. Ieri nella gara di ritorno, tra le città di Amsterdam e Rotterdam è successo di tutto. Dentro e fuori dal campo. Prima della partita, in mattinata all’aeroporto di Schiphol più di cento tifosi romanisti sono stati prelevati e condotti in una campagna, per essere perquisiti e schedati dalla polizia olandese. Tra lo sdegno di cittadini e politici italiani, sono stati rinvenuti bastoni e tirapugni atti ad offendere.

In campo, prima tifosi razzisti del Feyenoord hanno lanciato una banana di plastica all’indirizzo dell’ivoriano Gervinho. Poi la Roma è passata in vantaggio con Ljajić, il calciatore serbo di origini bosniache che dedicherà più tardi il suo primo gol europeo in giallorosso ai compagni di colore. Intanto i tifosi di casa rispondevano all’esultanza altrui con fitto lancio di oggetti. Nel secondo tempo la sospensione per un quarto d’ora, dopo l’espulsione dell’olandese Mitchell te Vrede per un fallo sul greco della Roma Manolas. Alla ripresa del gioco il pareggio di Manu. Tre minuti più tardi proprio il calciatore di colore Gervinho segnerà il gol della vittoria e qualificazione.

E’ la resa dei conti. I Korps landelijke politiediensten e la nostra Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali litigano sul numero di arresti e fermi, mentre i romanisti già sognano la rimonta sulla Juve in campionato. Così dimenticheremo presto e tornerà in fretta tutto come prima, fino alla prossima prevedibile violenza. In fondo, non si è concordi neanche sulle origini del termine inglese “hooligan”, che inizia a comparire sul finire del 1800 nelle denunce della polizia londinese. Di certo, però quello è un soggetto violento.