Influenza suina, oltre 900 morti in India dall’inizio dell’anno

Salgono a 926 i morti in India per influenza suina in appena 11 settimane. In tutto il Paese sono 16.235 i casi di contagio registrati. Per gli esperti si tratta della peggiore epidemia di virus H1N1 dal 2010.

Lo Stato che riporta il maggior numero di vittime è il Rajasthan, dove su 4.884 casi 234 persone sono morte. A stretto giro segue il Gujarat, dove i malati sono 3.527 e i deceduti 231. Ad Ahmedabad, la capitale dello Stato, le autorità hanno vietato i raduni pubblici con oltre cinque persone, nel tentativo di fermare la diffusione del virus. Matrimoni e funerali sono esentati dal provvedimento, ma i partecipanti devono indossare mascherine protettive.

Di norma la legge invocata per il bando è usata per mantenere l’ordine pubblico; l’amministrazione ha promesso che sarà “flessibile” nell’interpretare e applicare il divieto.

Altri Stati indiani colpiti da influenza suina sono Maharahstra, Telangana, Karnataka, Punjab e Delhi.

In Maharashtra le vittime sono salite a 112 unità, per un totale di 1.221 casi di contagio. Telangana, Karnataka e Punjab hanno avuto – rispettivamente – 54, 39 e 38 decessi. Nel Territorio federato di Delhi solo otto persone sono morte, ma il numero di contagiati è di 2.456.

L’influenza suina è un disturbo respiratorio causato dal virus H1N1 (un ceppo dell’influenza di tipo A), apparso per la prima volta in Messico nel 2009. Originata nei suini, è diventata ora una malattia umana che si trasmette tossendo e soffiandosi il naso. I sintomi sono simili a quelli di una tipica influenza stagionale: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e brividi. Le categorie a rischio sono le donne incinte, i bambini sotto i cinque anni, gli over 65 e le persone in gravi condizioni mediche.

J.P. Nadda, ministro federale della Salute, ha esortato la popolazione a “non farsi prendere dal panico”, spiegando che nel Paese ci sono medicine a sufficienza per curare i malati e affrontare nuovi eventuali contagi. Il dicastero ha istruito gli Stati di allestire reparti di isolamento e di fornire test gratuiti in alcuni ospedali governativi.