Il Natale bavarese, una festa tutta da gustare

Acqua, luppolo, malto d’orzo: sono questi gli ingredienti che una buona birra deve avere. Almeno secondo la legge sulla purezza della birra, emanata nel 1516 in Baviera (e poi estesa a tutta la Germania) proprio per impedire che quello che all’epoca veniva considerato un alimento al pari del pane fosse rovinato con ingredienti poco consoni o addirittura bizzarri. Da allora a oggi molto è cambiato, e anche per questa antica e celebre bevanda è venuto il tempo di multinazionali e produzione di massa.

Eppure per chi si trova in Baviera nel periodo natalizio, oltre ai ninnoli nei mercatini, i negozi eleganti, il folklore e le chiese barocche, l’occasione è propizia per assaggiare una birra ancora artigianale e di alta qualità, prodotta in piccole aziende familiari, e consumata dai tedeschi più tradizionalisti, ossia quelli che oltre a esserne grandi bevitori sono anche veri e propri cultori.

Sbaglia infatti chi pensa per esempio che a Monaco la birra sia solo Oktoberfest. Coloro che non sono attratti dalla dimensione ”affollata” di questo grandissimo fenomeno, capace di attirare ogni anno migliaia di appassionati da tutto il mondo, possono approfittare di una visita nella città anche per conoscere due storiche birrerie in centro, la Hofbraeuhaus (hofbraeuhaus.de) e il Bier und Oktoberfest Museum (la più antica casa di Monaco, datata 1340, dove si può assaggiare la birra del birrificio Augustiner, bier-und-oktoberfestmuseum.de).

 Qui la birra è ancora quella di tanti anni fa e lo dimostra il fatto che queste due birrerie hanno un nutrito pubblico di clienti fissi, riconoscibili perché hanno addirittura il proprio boccale personale conservato sotto chiave in appositi spazi all’interno dei locali. Provare per credere. Se poi durante il viaggio bavarese, mentre si gira tra i banchi dei mercatini natalizi di Monaco e delle tante cittadine del territorio, ci si vuole riempire lo stomaco con qualche delizioso street food non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Oltre alla birra c’è infatti molto di più e i buongustai lo sanno bene. Tanti sono i piatti tipici che la Baviera offre, da assaggiare direttamente passeggiando in strada, oltre che seduti nei ristoranti. I golosi di carboidrati non possono perdere il rahm schmankerl, un pane fatto con pochissimo lievito, 2/3 di farina di segale, 1/3 di farina 00 e messo al forno a cuocere ricoperto di panna acida, pancetta e porro; o gli immancabili Brezel, il pane salato dall’inconfondibile forma a ciambella intrecciata, le zuppe calde con carne, legumi e verdure, che sono un toccasana quando la temperatura scende, e ovviamente la Weisswurst, la salsiccia bianca bavarese. Per scaldarsi le mani intirizzite dal freddo della Baviera invernale c’è il gluehwein, il vino rosso zuccherato, speziato con cannella e scorza d’arancia e servito rigorosamente in tazza, mentre per addolcire palato e cuore si possono assaggiare lo stollen, un dolce tipico natalizio con frutta secca e canditi, e i bellissimi (oltre che buoni) biscotti di Natale, di varie forme e dimensioni, fatti con un impasto di farina, uovo, zucchero a velo, burro, scorza di limone, nocciole tostate in polvere, marzapane e un pizzico di sale. Questi biscotti piacciono tanto ai bambini e sono facili da fare anche a casa (cuociono in forno per 15 minuti): ci si può divertire a decorarli con granelli di zucchero, glassa al cioccolato e marmellata. (di Marzia Apice) (ANSA)