Arriva finalmente anche in Italia l’ultimo film di Hayao Miyazaki, realizzato un anno fa e presentato alla 70esima mostra del cinema di Venezia. Il suo ultimo lavoro prima di ritirarsi per motivi di età viene definito dalla critica “una meravigliosa poesia per il cuore, per la mente e per gli occhi. Imperdibile”. Rimarrà al cinema solo fino al 16 settembre.

Il film del regista, Premio Oscar con “La città incantata”, fonde le storie vere di Jiro Horikoshi, progettista dell’aereo da combattimento “Zero”, e lo scrittore Tatsuo Hori, autore dell’omonimo racconto The Wind Rises, facendone un solo individuo, “Jiro”, il protagonista del film che descrive la gioventù giapponese degli anni ’30 con lo stile poetico e delicato che contraddistingue il regista.

“E’ un’opera inusuale di assoluta finzione che descrive la gioventu’ giapponese degli anni ’30 – ha spiegato il Maestro Miyazaki nelle note di produzione – è la storia di un individuo dedito al suo lavoro, che ha perseguito tenacemente il suo sogno. I sogni contengono un elemento di follia, e questo aspetto “velenoso” non può essere nascosto. Desiderare ardentemente qualcosa di troppo bello può distruggere. Jiro sarà distrutto e sconfitto, la sua carriera di progettista interrotta, ma resta un uomo di grande originalità con un talento non comune”.

Nel periodo Taisho della storia giapponese (1912-1926), un ragazzo di campagna, Jiro sogna di volare e progettare aeroplani ispirandosi al famoso ingegnere aeronautico italiano Gianni Caproni. Miope fin dalla giovane età e pertanto impossibilitato a diventare pilota, nel 1927 entra a lavorare in una delle principali società giapponesi di ingegneria aeronautica. Il suo talento è presto riconosciuto e cresce fino a farlo diventare uno dei progettisti aeronautici più affermati al mondo, arrivando a creare un aereo meraviglioso che lascerà un segno nella storia dell’aviazione: il Mitsubishi A6M1, più conosciuto come aereo da combattimento ‘Zero’.