Lo stato occidentale del Maharashtra, che vanta nella capitale Mumbai il centro nevralgico dell’economia indiana ma anche delle nuove tendenze e stili di vita, è tra quelli dove più la mancanza energia elettrica ha limitato lo sviluppo e l’educazione e contribuisce a mantenere buona parte della popolazione rurale nella povertà.

In parte all’origine di questa situazione la presenza di città popolose e importanti, che richiedono un alto consumo energetico sottratto a aree considerate meno strategiche.

A ridosso di una delle città-satellite di Mumbai, Panvel, decine di villaggi sono, ad esempio, al buio per la maggior parte del tempo. Complessivamente si calcola che dei 43.711 villaggi del Maharashtra, 4.808 siano senza elettricità, altri lo sono in modo discontinuo e dipendono da lampade a petrolio per l’illuminazione notturna, spesso anch’esse troppo care per le limitate risorse degli abitanti, in maggioranza braccianti e tribali.

Come ricorda Yatendra Agrawal, ingegnere fondatore dell’Ong EcoSolutions impegnata a portare lampade a batterie solare nei villaggi, “il sistema centralizzato di produzione di elettricità ha fallito l’obiettivo di soddisfare le necessità fondamentali della popolazione rurale”.

Addirittura la questione energetica è entrata nella campagna elettorale della scorsa primavera vinta dai nazionalisti. Al capo del Bharatiya Janata Party e oggi premier, Narendra Modi, che aveva promesso di portare l’elettricità a tutti i villaggi attraverso una nuova rete elettrica nazionale, molti hanno ricordato che la stessa promessa era stata fatta da altri prima di lui ma senza risultati.

Tra questi l’ex premier Manmohan Singh, che aveva lanciato la Missione solare nazionale nel 2008 con la velleità di rendere entro il 2022 l’India leader mondiale dell’energia solare.

L’unico impianto di rilievo costruito in Maharashtra, quello di Yeoor, viene spento alla notte perché considerato un rischio per la sicurezza della vicina base dell’Aeronautica militare

L’Azienda per lo sviluppo dell’energia elettrica dello stato ha investito 2 milioni di dollari, secondo i responsabili, ma al momento le difficoltà pratiche restano un ostacolo a raggiungere il fine dichiarato di “illuminare le vite dei poveri”. Più recentemente, un sottosegretario governativo, Amit Deshmukh, ha dichiarato a Ucanews.com che un programma federale prevede l’allacciamento di tutti i villaggi tribali alla rete elettrica nazionale e regionale entro due anni.

C.O. (Misna). Foto: Paolo Cipriani