Moscardino sei fritto

Questi gustosi cefalopodi hanno otto tentacoli con una sola linea di ventose su ogni braccio. Rispetto al polpo hanno una testa più piccola del corpo con occhi sporgenti, un colore più scuro, tendente al bruno e dimensioni medie, tra i 15-20 centimetri.

Le due varietà di moscardino più comuni sono il “moscardino bianco” che ha tentacoli più corti, un colore bruno-arancione e vive in fondali molto più profondi ed è considerata una varietà meno pregevole del “polpo muschiato” o “mughetto“, che è ritenuta la migliore in commercio ed è la più apprezzata dai buongustai. È difficile distinguere a vista le due specie: è infatti necessario annusare il moscardino per capire se ha quell’odore di muschio tipico del polpo muschiato. Un’ulteriore varietà denominata “fragolino” invece è consigliata per le fritture, perché di taglia più piccola e dalle carni più tenere.

I moscardini sono ricchissimi di vitamine (A,B,E), proteine, sali minerali come sodio, fosforo, potassio, iodio, magnesio zinco e ferro fondamentali per ossa e sangue. Sono inoltre particolarmente indicati per le diete ipocaloriche, visto che hanno un apporto di grassi e calorie ridotto con circa 55 Kcal per 100 grammi di prodotto edibile.

La carne dei moscardini deve essere bianca e umida, mentre i tentacoli devono essere integri e sodi. Se molto fresco, è probabile che i moscardini odorino di muschio ma questa caratteristica è positiva e la garanzia di un ottimo prodotto, anche se, come nel caso di tutti i molluschi, è consigliabile consumare i moscardini il giorno stesso o conservarli in frigorifero puliti fino al giorno seguente.

Prima di impiegare i moscardini per le preparazioni in cucinaoccorre lavarli con attenzione sotto acqua corrente, prestando particolare attenzione ai tentacoli perché potrebbero avere dei residui di sabbia.

Successivamente si procede con l’asciugatura mediante l’uso di fogli di carta da cucina per poi proseguire con la fase di pulizia degli organi interni. Si privano i moscardini delle interiora, degli occhi, della bocca, con l’aiuto di un coltello o di forbici. Per renderli più leggeri e digeribili, è preferibile spellare moscardini gettandoli per mezzo minuto in acqua bollente; è anche consigliato battere i moscardini con un batticarne per rendere le carni più tenere.

Come si cucinano i moscardini “saraceni”: pulire 200 g di moscardini, asciugarli bene con della carta da cucina e irrorarli con del succo di limone, per inumidirli leggermente. Mischiare la farina di grano saraceno a qualche grattugiata di scorza di limone e infarinarvi abbondantemente i moscardini, facendo aderire bene la farina al pesce. Passarli in un setaccio a maglia fine per eliminare la farina in eccesso e friggerli in una padella capiente con abbondante olio di semi di arachide a 180°C, avendo cura di non toccare i moscardini nel primo ½ minuto di frittura così da fissare la panatura e far sì che non si divida dal pesce. Raggiunta la doratura desiderata, scolare su carta da cucina e aggiustare di sale. Servire ben caldo con una salsina a piacere.