Al bar di Cracovia si ordina aria pulita

Salendo lentamente su Krakus Mound, una delle quattro colline che si affacciano su Cracovia, cerchiamo di non respirare troppo profondamente. Nonostante le basse temperature e il cielo nuvoloso, molti cracoviani scelgono di passare i loro sabato mattina qui, lontano dal centro della città e dall’affollamento turistico. Alcuni joggers affrontano il freddo in magliette senza maniche e pantaloncini mentre corrono sulla collina.

La seconda città della Polonia riposa in una valle. È circondata da colline e non c’è molto vento. Tali condizioni climatiche impediscono alle particelle inquinanti di disperdersi, rendendo la città uno dei posti più inquinati d’Europa. La mia nuova applicazione Smok-Smog sul telefonino ha rilevato, grazie alla misurazione della qualità dell’aria, indici di inquinamento superiori alla norma. Eppure, dall’alto di un pendio di più di 200 metri, la nebbia che avvolge la città non sembra particolarmente pericolosa.

Uno screen shot dell’applicazione Smoke Smog che mostra il livello dell’inquinamento dell’aria | © Jelena Prtoric

“In fondo sai che l’aria che stai respirando non fa bene“, dice Kamil, uno studente. A sua madre, cantante d’opera, i suoi colleghi stranieri pongono regolarmente la stessa domanda -come fai a cantare qua? “Quando vengono a Cracovia, già alla seconda prova gli sembra che la loro estensione polmonare sia diminuita”.

L’inquinamento dell’aria può danneggiare seriamente la tua salute. “Può provocare suicidi, perché la gente si deprime”, dice Ewa, indicando col dito un grafico che si trova sul tavolo, davanti a noi. È in polacco, ma dai disegni capisco che l’inquinamento può essere associato a diverse malattie, dal cancro ai polmoni ai problemi cardiovascolari.

Incontro Ewa Lutomska e Magda Kozlowska in un caffé in centro chiamato “In the revolutionibus”. Il nome è azzeccato. Allarme Smog Cracovia (Krakowski Alarm Smogowy), il gruppo di cui entrambe fanno parte, s’impegna a migliorare la qualità dell’aria della città e ha rivoluzionato il modo di combattere l’inquinamento. È stata Ewa a inaugurarlo insieme a due amici, Andrezey e Ania nel dicembre 2012. Da quando Magda e Jakub si sono aggregati, il gruppo conta cinque membri molto diversi tra di loro. Non si definiscono ecologisti, ma solo “comuni cittadini preoccupati per l’inquinamento dell’aria“. Oggi Ewa lascia parlare Magda, interrompendola timidamente qualche volta. Sembrano entrambe fragili e dimostrano la metà dei propri anni. Ma quando parlano della loro causa la loro voce diventa forte e piena di passione.

Il tipo di inquinamento di cui stiamo parlando è PM10. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un livello di concentrazione accettabile non supera 20 μg/m3. Le stazioni che monitorano la qualità dell’aria di Cracovia misurano regolarmente 60 μg/m. Durante l’inverno, la stagione delle stufe a carbone, la temperatura scende a -30 gradi e l’inquinamento dell’aria sale. “Lo scorso inverno era intorno a 300μg/m3, ricorda Magda.

La loro iniziativa non avrebbe mai avuto successo se la popolazione di Cracovia non fosse esasperata dal problema dell’inquinamento, sottolinea Magda. “Noi abbiamo fornito loro un modello, a cui hanno aderito“, dice. Alcuni abitanti hanno partecipato a un progetto di spamming“Oltre 2500 e-mail sono state spedite alle autorità locali, in una sola notte”, ricorda Magda con un sorriso. Nel novembre 2013 quasi 2000 cracoviani sono scesi in strada per protestare con una “marcia funebre per l’aria pulita. La gente era vestita di nero e portava una bara”, ricordano. Un mese dopo, “il bando sui combustibili solidi domestici è passato”.

Più tardi ho preso il bus 502 per Nowa Huta, una volta modello della città sovietica ideale, oggi quartiere orientale di Cracovia. Nel municipio della città, situato tra imponenti edifici residenziali, le autorità locali hanno aperto un centro di informazioni sulla sostituzione degli impianti di riscaldamento. Al mio arrivo, nonostante nessuno fosse in fila davanti all’ufficio, Ewa Olszowska, direttrice del dipartimento della protezione ambientale, ha detto che “ricevono molte chiamate. La gente vuole sapere soprattutto se e come può ottenere un rimborso per cambiare il proprio impianto”.

Le autorità hanno utilizzato fondi strutturali regionali e nazionali destinati all’ecologia per coprire quasi il 100% dei costi di sostituzione delle stufe a carbone e ulteriori sussidi per pagare le bollette del riscaldamento delle famiglie meno abbienti. Tutte le stufe a carbone devono essere cambiate entro il 1 settembre 2018, quando il bando entrerà in pieno vigore. Altrimenti? “Chi usa combustibili solidi verrà multato e gli verrà data un’ulteriore scadenza per sostituire il proprio impianto di riscaldamento“. Ma non c’è solo questo. Ewa Olszowska spiega una mappa della città sulla scrivania. Frecce rosse delineano i punti del prossimo progetto: “dirigere il traffico sulle autostrade; promuovere i trasporti pubblici e i parcheggi fuori dal centro della città, regolare i semafori in modo da rendere il traffico più scorrevole: il tutto per allontanare le emissioni inquinanti delle auto dalla città”.

Tornando al nostro caffé “Revolutionibus”, Ewa e Magda dicono“La nostra battaglia non è ancora finita!”. Contente dei successi che hanno finora riportato, si propongono di controllare il modo in cui le autorità applicheranno le nuove misure, ma anche di attirare l’attenzione sul problema dell’inquinamento in altre regioni polacche. E perché non in altri paesi?. “L’allarme smog Cracovia è diventato una specie di marca”, scherzano, “quindi perché non esportarla?”

Jelena Prtoric (cafebabel)