12611_10200098575418045_1357045914_nImpareggiabile Gabriel Garcia Marquez quando racconta i suoi racconti. Di “Cronaca di una morte annunciata”, ci racconta che tutto cominciò in cucina, mentre stava preparando, con l’amico Alvaro Cepeda Samudio, un mojarra in salsa, Alvaro a un certo punto dice: “Ho per te una notizia interessante: Bayardo San Roman è tornato per riprendere Angela Vicario. Ora vivono insieme a Manaure”.

Angela Vicario era quella ragazza che, dovendo arrivare vergine al matrimonio, scatenerà una terribile tragedia nel villaggio di Manaure. Marquez conosce bene il paesino, è lì che ha passato gran parte della sua adolescenza. Si ricorda in particolare di un certo Santiago Nasar “un allegro compagno, molto in vista nella comunità araba del luogo”. E’ lui che sarà ucciso a coltellate, in presenza di tutto il villaggio, da parte dei fratelli di Angela Vicario per vendicare l’onore della sorella, ripudiata la sera stessa delle sue nozze da Bayardo San Roman. Ed ecco che 23 anni dopo quel delitto, l’ex giovane sposo, ormai vecchio, torna a riprendere Victoria Angela.

La coppia riacquista verginità con il tempo che tutto cancella o quasi. Marquez pensa di tenere in mano la chiave della storia che non aveva potuto o saputo scrivere. Era troppo affezionato alla vittima, Santiago Nasar. “Santiago aveva imparato dal padre l’arte della caccia d’alto volo, prima con sparvieri creoli, poi con magnifici esemplari importati dall’Arabia”.

Gabriel Garcia Marquez voleva scrivere la storia, ma non è mai riuscito a farlo: ne parla molto e dappertutto, persino in un remoto villaggio del Mozambico dove “gli amici cubani mi fecero mangiare carne di cane facendola passare per carne di gazzella” Ne parla con il suo agente a Barcellona. Nulla da fare. La pagina si ostina a rimanere bianca. Ed ecco che l’amico gli svela la felice conclusione della storia: non era un semplice delitto ma la storia segreta di un amore terribile.

Marquez corre allora a Manaure, “per quattordici settimane, dalle nove del mattino alle tre del pomeriggio, ho lavorato senza tregua. No. Nulla da fare. Unico risultato: pagina irrimediabilmente bianca”. Decide allora di dimenticare il libro. Un giorno dell’autunno 1979, si trova all’aeroporto di Algeri, nel salone d’onore con la moglie ad aspettare l’imbarco “ed ecco che all’improvviso, vedo arrivare un principe arabo con un abito immacolato e in mano una splendida femmina di falco pellegrino”. Vede Santiago Nasar. Vede materializzarsi Cronaca di una morte annunciata… Tahar Lamri