Büchel e la favola del Sassuolo

Quel che si può conoscere di Marcel, è che nasce in Austria nella città medievale di Feldkirch (al confine con Svizzera e Liechtenstein) il 18 marzo del 1991. Gioca nelle giovanili del San Gallo e arriva a Siena nel 2009. Va in prestito prima a Gubbio (2011-2012), dove segna il suo primo gol in serie B, poi a Cremona (stagione 2012-2013), collezionando 24 presenze in Lega Pro (Prima Divisione). E’ in comproprietà con il Siena, sta svolgendo il pre-campionato con la Juventus: Conte lo ha voluto nel ritiro di Chatillon in Valle d’Aosta (11-22 luglio). Gioca a centrocampo ed ha un sinistro vellutato. Forse andrà al Carpi, neo-promosso in B.

Ma non tutti sanno che il biondo e riccioluto austriaco, quando era un ragazzino aveva già conosciuto l’Italia, prima di intraprendere la carriera da professionista. Lo incontrai per la prima volta a Roma: era la primavera del 2005, mi avevano affidato i Giovanissimi (classe ’91) dell’Almas Roma 1944, storica società della Capitale. Il laziale Vincenzo D’Amico ed il romanista Giuseppe Giannini (il papà è stato per anni dirigente biancoverde), Giancarlo Galdiolo e Oddi, Pinzi dell’Udinese vengono da lì. Fece con noi qualche allenamento al “Sant’Anna” (avevamo ottenuto il transfert dal “FC Feldkirch”, dove ha iniziato a giocare da bambino), in attesa del prestigioso torneo giovanile “Numberten”, da disputarsi alla “Longarina” di Francesco Totti (l’ultima edizione l’aveva vinta la Lazio), al quale prese parte come prestito autorizzato.

Eravamo nel girone A, con Savio ed Aprilia. Partecipavano anche Frosinone, Romulea e Lodigiani. La prima partita si giocò alle ore 15.00 del 23 maggio contro i “colossi” del Savio (una tra le più importanti società di settore giovanile della regione) di mister Rubinacci, poi passato alla Roma. Già allora e a quella età, alla tecnica si preferiva il fisico. Lui no, come tanti altri dei miei, era piccolino, ma sapeva trattare il pallone. Gli affidai la maglia n. 10, quella che una volta si dava ai più bravi. Di quel pomeriggio di sole, ricordo ancora le giocate di Marcel, che soltanto per l’emozione non riuscì a segnare, quando ne ebbe l’opportunità. Non eravamo i più grandi, ma giocavamo bene e fu una bella esperienza. Poi lui tornò per un po’ a casa.

Sul campo in erba del Sant’Anna, immerso in uno splendido parco situato tra la via Appia e la Tuscolana, si allenava (quando veniva in trasferta a Roma) il Cagliari di Manlio Scopigno e Gigi Riva: erano i tempi dello storico scudetto del sardi (1969/70). I biancoverdi di via Demetriade (che hanno anche militato nella vecchia serie C2) in quella stessa primavera del 2005, sfiorarono l’impresa della promozione dall’Eccellenza alla serie D: ci andò il Cassino, che continuò a vincere e per qualche anno occupò un posto tra i professionisti (prima di fallire per i debiti accumulati).

Quando ci rivedemmo in estate, stava nascendo la Nuova Lodigiani (la vecchia diventava Cisco Roma) e lui passava le giornate tra il Sant’Anna e la Borghesiana, con la palla sempre in mano: all’occorrenza, si palleggiava anche con la pallina da tennis, in uno dei tanti campi di calcetto. Alla Borghesiana, sui campi di tennis, proprio in quei giorni si affacciava Amelia, il portiere del Milan. Faceva molto caldo, una bevuta per rinfrescarsi e si ricominciava a giocare. Rivederlo in campo ieri sera al 29’ della seconda mini-partita, nel Trofeo Tim con il Sassuolo, è stato molto bello: poco più di un quarto d’ora trascorso soprattutto a tenere la posizione, qualche pallone toccato con il suo morbido sinistro. Poi il bel tiro dal dischetto, nella lotteria dei rigori, spiazzando il portiere. Lui, come tanti ha iniziato così.

Ha vinto con merito il Sassuolo, che nei minuti finali della terza gara (di 45’), ha segnato due gol al Milan. Il patron Squinzi (presidente di Confindustria e tifosissimo dei rossoneri), dopo la rete di Masucci all’ultimo minuto (aveva segnato anche al 13’), osserva incredulo dalla tribuna di Reggio Emilia (c’è anche Prodi) e sembra sussurrare sotto voce: “stiamo per vincere”. E’ proprio così: la sua squadra (e quella del bravo Di Francesco) batte il Milan (in rimonta) e pareggia con la Juve (perde soltanto ai rigori, dopo aver domato i bianconeri), conquistando il Trofeo Tim (un classico del calcio d’estate), sostituendo l’Inter (nella competizione e nell’albo d’oro) e preparandosi all’esordio in A con grande entusiasmo.

E’ stato il trofeo del Sassuolo (vinto alla prima partecipazione) e di Masucci (non ha mai giocato in serie A), dei nuovi stranieri (l’argentino Tevez e lo spagnolo Llorente) e dei giovani italiani (Berardi e Zaza, Cristante e Petagna), di Constant (che abbandona il campo dopo gli insulti razzisti) e di Acerbi (che torna dopo l’operazione). E’ stato il trofeo dei rigori (quello sbagliato di Robinho e tutti gli altri) e dei famosi “cucchiai” (spettacolare Kurtic, imbarazzante Nocerino). Infine, è stato anche il trofeo che ha ricordato a qualcuno il sogno pulito di ogni bambino: poter giocare un giorno in serie A. Quelli del Sassuolo lo stanno per fare, chissà quanto dovrà aspettare ancora Büchel.

I tabellini delle partite (gare di 45 minuti ciascuna):

Milan-Juventus 0-0 (7-6 ai rig.)

Milan (4-3-1-2): Abbiati; Antonini (35’ Zaccardo), Bonera, Mexes, Constant; Traoré, De Jong, Nocerino; Boateng; Robinho, Niang. All. Allegri.

Juventus (3-5-2): Storari; Lichtsteiner, Ogbonna, Peluso; Isla, Padoin, Vidal, Asamoah, De Ceglie; Llorente (36’ Vucinic), Tevez. All. Conte.

Arbitro: sig. Gervasoni di Mantova.

Sequenza tiri di rigore: Robinho (M) gol, Vidal (J) gol; De Jong (M) gol, Lichtsteiner (J) parato; Mexes (M) gol, Tevez (J) gol; Niang (M) gol, Asamoah (J) gol; Nocerino (M) fuori, Vucinic (J) gol; Bonera (M) gol, Peluso (J) gol; Traoré (M) gol, De Ceglie (J) gol; Zaccardo (M) gol, Padoin (J) parato.

Juventus-Sassuolo 0-0 (4-3 ai rig.)

Juventus (3-5-2): Storari (25’ Rubinho); Lichtsteiner (26’ Penna), Ogbonna, Peluso (29’ Büchel); Isla (37’ Vidal), Padoin (19’ Motta), Rossi, Asamoah, De Ceglie (19’ Garcia Tena); Vucinic (25’ Quagliarella), Matri. All. Conte.

Sassuolo (4-3-3): Pomini; Gazzola, Antei, Terranova, Longhi; Kurtic, Magnanelli, Missiroli; Berardi, Zaza, Alexe. All. Di Francesco.

Arbitro: sig. Peruzzo di Schio.

Sequenza tiri di rigore: Quagliarella (J) parato, Zaza (S) gol; Büchel (J) gol, Kurtic (S) gol; Garcia Tena (J) gol, Alexe (S) parato; Matri (J) fuori, Missiroli (S) gol; Vidal (J) gol, Terranova (S) parato; Motta (J) gol, Berardi (S) parato.

Milan-Sassuolo 1-2

Milan (4-3-1-2): Gabriel; Zaccardo, Bonera, Mexes (29’ Strasser), Constant (36’ Piccinocchi); Poli, Cristante, Nocerino (15’ Traoré); Emanuelson; Petagna, Robinho (19’ Niang). All. Allegri.

Sassuolo (4-3-3): Pomini; Marzorati, Bianco, Rossini, Longhi (10’ Laverone); Missiroli (12’ Laribi), Magnanelli, Kurtic (11’ Gomez); Masucci, Pavoletti, Falcinelli. All. Di Francesco.

Arbitro. Sig. Gervasoni di Mantova.

Note: espulso Cristante (M) al 40’ per gioco scorretto.