Sei in fuorigioco se non sai le nuove regole

Al minuto 27 del secondo tempo di Napoli-Atalanta del 15 gennaio 2014, gara valida per i quarti di finale di Coppa Italia, il francese Réveillère crossa al centro dell’area per Higuaín in fuorigioco, davanti a lui c’è l’atalantino Del Grosso che si ferma a protestare per la posizione irregolare dell’argentino, viene colpito dal pallone che arriva sul piede del napoletano Lorenzo Insigne appostato dietro alla sua linea, il quale realizza il gol del 2 a 1 per i partenopei. L’assistente Barbirati di Ferrara alza la bandierina al momento del cross, ma Del Grosso e Higuaín non sono a distanza di gioco, vale a dire c’è quel metro e mezzo circa che la FIFA ritiene sufficiente per stabilire che non ci sia interferenza né col gioco, né con l’avversario. E’ questa la nuova interpretazione del fuorigioco data dall’International Football Association Board.

Ma che cos’è il fuorigioco? Essere in posizione di fuorigioco non è di per sé un’infrazione. Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco quando è più vicino alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario. Un calciatore non si trova invece in posizione di fuorigioco quando si trova nella propria metà del terreno di gioco, oppure quando si trova in linea con il penultimo avversario, oppure infine quando si trova in linea con i due ultimi avversari.

Un calciatore in posizione di fuorigioco deve essere punito solo se, a giudizio dell’arbitro, nel momento in cui un suo compagno gioca il pallone o è da questo toccato, egli prende parte attiva al gioco intervenendo nel gioco oppure influenzando un avversario o infine traendo vantaggio da tale posizione. Non vi è infrazione di fuorigioco invece quando un calciatore riceve direttamente il pallone su calcio di rinvio, su rimessa dalla linea laterale o su calcio d’angolo. E’ quanto detta la REGOLA 11 del Regolamento del Giuoco del Calcio.

Quando il gioco viene interrotto per un’infrazione di fuorigioco, l’arbitro accorderà un calcio di punizione indiretto che dovrà essere eseguito dal punto in cui si trovava il calciatore quando il pallone è stato toccato per ultimo da uno dei suoi compagni. Ma attenzione: se un difendente varca la propria linea di porta per mettere un avversario in posizione di fuorigioco, l’arbitro lascerà proseguire il gioco e, alla prima interruzione, ammonirà il difendente per aver lasciato intenzionalmente il terreno di gioco senza l’autorizzazione dell’arbitro.

Riguardo alle definizioni è utile rammentare che:

è più corretto utilizzare per il giocatore il termine “calciatore” e per il difensore quello di “difendente”;

“più vicino alla linea di porta avversaria” significa che qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi del calciatore è più vicina alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone, sia al penultimo avversario. Le braccia non sono incluse in questa definizione;

“intervenire nel gioco” significa giocare o toccare il pallone passato o toccato da un compagno;

“influenzare un avversario” significa impedire ad un avversario di giocare o di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la visuale o i movimenti o fare gesti o movimenti che, a giudizio dell’arbitro, ingannino o distraggano un avversario;

“trarre vantaggio da tale posizione” significa giocare un pallone che rimbalza dal palo o dalla traversa o giocare un pallone rimbalzato da un avversario, essendo stati in posizione di fuorigioco.

Alla prossima regola.