Chi l’avrebbe mai detto che Flipper, il Rin Tin Tin del mare, il delfino che ha salvato la vita di decine di pescatori, sub e bagnanti, fosse il fratello di spietati predoni che attaccano in gruppo un indifeso “cugino”?

La notizia è fresca e ben documentata: Caroline Weir  si occupa di mammiferi marini come ricercatrice. Giorni fa ha partecipato al recupero e alla successiva necropsia di due focene (Phocoena phocoena) che mostravano evidenti ferite e abrasioni su diverse parti del loro corpo, riconducibili all’attacco da parte di delfini, probabilmente tursiopi (Tursiops truncatus). L’evento in letteratura scientifica è abbastanza noto: sebbene tra tursiopi e focene non ci sia un vero rapporto di predazione, tuttavia sono di sovente riportati attacchi, probabilmente riconducibili a competizione interspecifica per lo sfruttamento delle stesse risorse trofiche.

Ma la ricerca di Caroline non finisce con l’esame sulle carcasse delle focene. Un paio di giorni dopo ha documentato uno di questi feroci attacchi di un gruppo di tursiopi nei confronti di una più piccola focena. Quelle foto sono la dimostrazione delle ipotesi sulle ferite osservate negli esemplari spiaggiati: i tursiopi di quella zona di sicuro non calcano le orme del loro celebre fratello attore, ma sembrano piuttosto identificarsi con uno dei più spaventosi protagonisti del cinema horror degli anni 80: lo squalo.

LOGO3-copy