Da Genova a Palermo, storie di amicizie. E crudeltà

00011Jacqueline Sidi, brasiliana di nascita e genovese di adozione, non è mai stata vista senza la sua fidata Zavi, un pastore maremmano che per dodici anni le è stata vicino sin dall’inizio della sua attività: un’agenzia immobiliare in via di Porta Soprana, al centro del capoluogo ligure.
Ora Zavi non c’è più, ma Jaqueline ha voluto ricordare la sua amica a quattro zampe dedicandole un’inserzione sul Secolo XIX, quasi un’intera pagina in suo ricordo.
«Ho aperto questa agenzia quando Zavi era appena nata – racconta – Purtroppo soffriva di una displasia dell’anca e con i pochi soldi a disposizione avevo problemi per farla operare. Riuscì con i miei risparmi poi a farlo. Purtroppo bisognava intervenire anche sull’altra e per fortuna, proprio tramite il suo veterinario, ho venduto la mia prima casa e ho trovato i soldi per l’intervento». Ma non è la prima volta che Jacqueline dedica un’inserzione agli animali. Già in diverse occasioni aveva rinunciato ad un piccolo spazio pubblicitario destinato a sponsorizzare la sua attività per segnalare altri amici a quattro zampe in cerca di adozione. «Prima lo facevo spesso, inserivo sempre la foto di un cane: era un modo per aiutare i canili che spesso hanno difficoltà a dare in adozione gli animali».
Zavi era conosciuta da tutti ed era un punto di riferimento persino per i clienti dell’agenzia immobiliare, come ha spiegato Jacqueline: «Faceva parte della mia vita a tal punto che mandavo via i clienti che avevano paura dei cani. Era la mia famiglia».
Jacqueline ora porterà avanti da sola la sua attività e a chi gli chiede se prenderà un altro cane risponde senza dubbi: «Non ce la farei, lei era molto gelosa». Poi però ci ripensa: «Forse, se trovassi un altro cane per caso potrei pensare che è stata Zavi a mandarmelo».

Sgominata a Palermo un’organizzazione dedita al combattimento tra cani. I carabinieri hanno denunciato tre persone, una delle quali minorenne coinvolte a mettere a punto gare tra animali in un’area all’interno del quartiere Zen 2. I militari dell’Arma, infatti, impegnati in un servizio di pattugliamento, hanno sorpreso i tre mentre si allontanavano velocemente da una zona recintata dove, poco prima, si era disputato un combattimento tra cani.
La successiva ispezione del luogo ha permesso di trovare sei pitbull, uno dei quali con evidenti ferite in diverse parti del corpo, custoditi all’interno di fatiscenti box artigianali. Sul posto è intervenuto anche il personale del Dipartimento di Veterinaria dell’Asp di Palermo. L’area, di circa 500 mq, è stata sottoposta a sequestro e gli animali sono stati affidati ai volontari della “Lida” (Lega italiana diritti animali).