Il riscaldamento dell’Artico modifica e favorisce la diffusione delle malattie

Una mucca al pascolo nei rigogliosi pascoli della Cornovaglia e una foca che nuota nelle acque ghiacciate dell’Artico sembrerebbero non avere niente in comune. Il legame tra le due è la tubercolosi, un ceppo della quale sta minacciando il bestiame in Gran Bretagna e altrove, e che ora sta apparendo anche tra le foche dell’Alto Artico.

Claire Heffernan, veterinaria, esperta in salute globale e interazione delle malattie tra animali e umani, che insegna all’Università di Reading, lancia l’allarme sulla diffusione di malattie, provenienti dall’Europa e da altrove, nelle regioni artiche, a causa dell’aumento delle temperature nelle regioni dei ghiacci. Malattie che minacciano sia gli uomini sia gli animali.

In un articolo pubblicato dal Daily Climate, si evidenzia come il toxoplasma, un parassita comune nei gatti europei, sia stato trovati negli orsi polari in Groenlandia, dove potrebbe essere arrivato trasportato dalle maree, dopo che in Europa e Stati Uniti le feci dei gatti sono state scaricate nei water domestici.

L’erisipela, una malattia dei suini domestici, è stata trovata nei buoi muschiati dell’Artico canadese. Gli animali risultano aver contratto anche la giardisi, un parassita intestinale degli esseri umani. Il virus del Nilo occidentale è stato trovato nei cuccioli di lupo nell’Artico canadese.

L’Artico è come l’aeroporto di Heathrow, spiega Heffernan, in termini di animali migratori e quindi le malattie si possono diffondere facilmente, e non solo in una direzione ma anche dall’Artico in altre parti del mondo. Il problema è che nessuno sta studiando la correlazione tra cambiamenti climatici e diffusione delle malattie. Nella regione artica c’è un intero nuovo ciclo di diffusione delle malattie, che noi non comprendiamo.

Articolo Daily Climate

Foto di copertina: Paolo Cipriani