Troppi tonni nel mar Ligure, per Legacoop è calamità

GENOVA – Quando i tonni la fanno da padrone, in un mare pur pescoso ma ‘piccolo’ come il Mar Ligure, non ce ne è per nessuno. Tantomeno per i pescatori che si ritrovano con le reti bucate e il pescato che, nelle migliori delle ipotesi, ha ripreso il mare o più probabilmente è finito a far da pranzo a questo grossi pesci pelagici. Cosi’ Lega Coop – Lega Pesca Liguria ha deciso di chiedere alla Regione Liguria lo stato di calamita’ naturale.

Il tonno che veleggia nel Mar Ligure e’ animale di proporzioni importanti, che puo’ raggiungere anche i 150 chili.

E’ golosissimo di acciughe, come tutti i liguri d’altronde, ed e’ pure pigro. Se vede una rete con le motte d’acciughe dentro ci si avventa contro, sfonda la rete e se ne mangia quante piu’ puo’. Nemmeno la pesca notturna con le lampare e’ al riparo: i tonni, generalmente in branchi numerosi, se ne stanno sotto le luci e si mangiano il pesce che avrebbe dovuto finire nelle reti dei pescatori.

La lotta tra uomo e tonno, che con le tonnare e le trappole dei Fad (i Fishing aggregating devices) segna sempre la vittoria dell’uomo sull’animale, nel Mar Ligure sembra aver capovolto la storia. Qui e’ il tonno che la fa in barba al pescatore, forse per ricordargli che e’ stato superato il margine per il pescato.

Per questo secondo Legacoop Lega Pesca Liguria e’ necessario chiedere lo stato di calamita’ naturale alla Regione ”per i gravi danni” che i grandi pesci provocherebbero al comparto della pesca.

”Questi grossi pelagici danneggiano le reti degli operatori ittici e spesso provocano la totale perdita del pescato – Barbara Esposto, responsabile servizi Legacoop Lega Pesca Liguria -. Essendo lo stato di calamita’ una condizione conseguente al verificarsi di eventi naturali calamitosi di carattere eccezionale che causano ingenti danni alle attività produttive, Legacoop Lega Pesca Liguria ritiene che ci siano gli estremi per accogliere l’istanza. I pescatori – sottolinea Esposto – si sono visti imporre vincoli dalla Ue che, sebbene inadeguati alle caratteristiche morfologiche del nostro mare, hanno rispettato perché imposti in virtù di una salvaguardia delle risorse marine. Il risultato di queste scellerate forzature, non basate su dati scientifici, è che il Mar Ligure è proprietà esclusiva dei tonni che non consentono ai pescatori di catturare altre specie ittiche”.