Cocktail chimico con pomodori e asparagi

Coltivazioni di ortaggi irrigati con acqua inquinata da tetracloroetilene, arsenico, solfati, floruri e manganese, oltre le soglie ammesse dalla legge. Succede nel napoletano, nel comune di Caivano, dove il Corpo Forestale ha sequestrato cinque pozzi irrigui e sei ettari di terreni attigui, una parte dei quali coltivati a pomodori e asparagi: denunciati i rispettivi cinque proprietari.

A destare particolare preoccupazione è l’inquinamento da tetracloroetilene, un pericoloso agente chimico di sintesi industriale, non biodegradabile e altamente volatile, classificabile come solvente molto aggressivo, pericoloso per la salute di uomini e animali sia se ingerito che inalato, in grado di provocare danni a fegato, reni e sistema nervoso.

Il tetracloroetilene, utilizzato anche nelle lavorazioni industriali come sgrassante dei macchinari, potrebbe provenire dallo sversamento di rifiuti a monte dei pozzi o da rifiuti speciali pericolosi sepolti sotto le aree interessate.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Airc) classifica il tetracloroetilene come una sostanza potenzialmente cancerogena.