Non c’è pasticciere o chef al mondo in grado di cucinare dolci e pasti altrettanto buoni e salutari quanto lo sono particolari frutti e ortaggi colti in natura. In Sicilia vivaisti come Francesco Genovese  e Giuseppe Messina saprebbero elencarne un’infinità, ma limitiamoci al banale: la cipolla. La più nota è quella di Tropea, ma pochi sanno di mille altre varietà come quella che si coltiva a Novara di Sicilia o l’altra simile di Giarratana.

Ma anche nel centro Italia, la cipolla non fa solo piangere, anzi.  In Umbria, ad esempio, si svolge “La festa della cipolla”, da non perdere. Per il paese di Cannara è la manifestazione più importante dell’anno oltre che l’evento clou del settembre cannarese (da giovedì 5 a lunedì 16) con esposizioni d’arte e fotografiche, momenti di teatro, musica e folclore. La Festa della cipolla celebra il prodotto locale che viene cucinato in mille modi (dall’antipasto al caffè) e offerto negli stand gastronomici, allestiti nelle piazze cittadine del centro storico.

In quanti modi si può dire cipolla
Cipolla Bianca (cipolla estiva, dal gusto dolce). Nell’ambito delle cipolle bianche rientrano varietà adatte al consumo fresco, altre che sopportano una conservazione di medio periodo, i Cipollotti (cipolle bianche raccolte quando il bulbo è ancora immaturo), la cipolla Borretana che produce bulbi di piccolo calibro molto adatta alla produzione di sottaceti.

Il parere del Nutrizionista
Ricca di potassio e povera di sodio, la cipolla sviluppa proprietà diuretiche naturali. Per questo, è raccomandata per la circolazione sanguigna: infatti, tradizionalmente, la cipolla è utilizzata per curare il cuore e i vasi sanguigni.È un alimento tonificante che possiede un’azione antisettica e disinfettante.

Curiosità
Oltre ad essere un’ottima verdura, la cipolla possiede molteplici proprietà farmacologiche: è diuretica e depurativa ed è indicata nella cura di ipertensione e arteriosclerosi. Per uso esterno si ritiene che la cipolla sia utile come: emolliente, antisettico e antalgico; inoltre tiene lontane le zanzare.

Per chi non si accontenta di pane e cipolla nemmeno con un buon bicchiere di vino, può sperimentare una generosa aggiunta di mortadella.

Ciambella (ode alla cipolla)

Sciogli il lievito in due dita d’acqua (prese dai 350 gr) e amalgama la farina assieme al lievito e tutta la restante acqua. Impasta e poi aggiungi sale e olio. Lavora l’impasto fino a ottenere un composto omogeneo e poi mettilo in una ciotola unta d’olio a riposare per circa 30 minuti, coperto con pellicola per alimenti.
Trascorso il tempo, riprendi l’impasto, rimpasta leggermente e di nuovo lascia lievitare per altri 40 minuti (io l’ho rimesso nella ciotola, sempre coperto con pellicola).
Nel frattenpo monda le cipolle, affettale e stufale leggermente con un filo d’olio in padella.
Torna all’impasto trascorsi i 40 minuti, capovolgi la ciotola lasciando cadere l’impasto su un ripiano infarinato (Sara Papa dice: facendo in modo che l’impasto si stacchi e cada lentamente per effetto della gravità).
Con i polpastrelli allarga l’impasto fino a formare un rettangolo di circa 70×40 cm (pensa che poi si dovrà chiudere a formare la ciambella), dello spessore di un centimetro.
Disponi sul rettangolo prima le fette di mortadella e poi uniformemente le cipolle. Arrotola l’impasto dal lato lungo, senza stringerlo troppo, e chiudilo a ciambella. Sistemalo su una placca da forno ricoperta di carta forno infarinata. Lascia altri 20 minuti a lievitare e poi inforna in forno statico già caldo a 180° per 40 minuti circa.

Altri suggerimenti in cucina
L’arrosto di maiale con composta di cipolle: una buona idea per approfittare delle fibre, delle vitamine e dei sali minerali contenuti nelle cipolle è accostarle all’arrosto di maiale, una carne molto magra che, cotta da sola, tende a divenire secca. La composta di cipolle in abbinamento, invece, le permette di rimanere morbida, esaltandone il sapore.

  • La marmellata di cipolle, preparata solo con zucchero, alloro, chiodi di garofano e un po’ di Cognac è una conserva particolare, ideale per accompagnare formaggi (soprattutto quelli più stagionati) e vari tipi di carne (prediligendo quelle più saporite, come il maiale o la selvaggina) esaltandone il gusto, senza però sovrastarne l’aroma.