Amare è un po’ come odiare, filosoficamente parlando

Tre fitte giornate che si allungano fino a tardissima sera, da venerdì 13 a domenica 15 settembre, dedicate al concetto di “amare”, prudentemente preferito a quello di “amore” «per paura che l’eros irrompa con troppa violenza nel Festivalfilosofia», come seriosamente dice Tullio Gregory o per «evitare derive nel sentimentalismo”, come dice Remo Bodei (filosofi e membri stabili del comitato scientifico) che riporta l’attenzione sulle distorsioni dell’amare che possono “generare infelicità, violenza, solitudine”.
Sono temi trattati in modo specifico nel gruppo di questioni dedicato all’amore intransitivo, ovvero quello che insegue l’oscillazione di Eros laddove manifesta la sua vocazione distruttiva.
E’ il caso, per esempio, dell’intervento di Maura Franchi, che indaga sui doppi risvolti delle relazioni on line, o di quello di Eva Illouz, che ascrive a una generalizzata incompetenza affettiva il modo di amare contemporaneo, rivendicando al contempo la necessità di costruire nuove grammatiche, sintassi, rituali.
Di contro, l’amore transitivo privilegia l’apertura verso l’altro e sottolinea le possibilità e le condizioni di simmetrico riconoscimento. In questo ambito segnaliamo l’intervento di Elena Pulcini che rilegge la categoria di cura maturata all’interno del pensiero femminista in termini di manifestazione concreta e simbolica dell’essere-con-l’altro, estendo il concetto di dono dalla sfera privata a quella pubblica e politica.
Gli altri nuclei tematici muovono dalla definizione preliminare delle forze in campo, ovvero le passioni, raggruppate nell’insieme ‘Le potenze dell’anima’, su cui interverranno, tra gli altri, Bodei, Christoph Wulf, Roberto Esposito e Roberta de Monticelli. E procederanno verso la ‘philo-sophia’ con gli interventi di Massimo Cacciari, Anne Dufourmantelle e Manuel Cruz, passando attraverso le ‘politiche dell’amore’ che prevedono l’analisi di Chiara Saraceno e Stefano Rodotà sull’istituto della famiglia e la sua evoluzione nella tarda modernità e le ‘figure dell’amore’, cioè i miti, i racconti, le immagini che dell’amore evidenziano i tratti inquieti e ambivalenti.
Il festival, dal respiro internazionale (nonostante alcune stupidaggini come Lacan e Sant’Agostino riproposti come giganti del pensiero) e il forte radicamento nel territorio, si distribuisce in quaranta luoghi diversi delle tre città: Modena, Carpi e Sassuolo.

Ma, intanto, per farla facile: cosa diranno gli astri questo mese? Quale sarà la pianta associata al tuo segno? Scoprilo con l’OROSCOPO DELLE PIANTE DI Cristalfarma

Foto di Gabriella Raffaelli