Sorridi, così ci salviamo tutti

Della salvia sono particolarmente note le proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. È, inoltre, in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita.

Le proprietà mediche
La salvia è uno stimolante dell’organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia. È anche un gastroprotettore poiché ha un’azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un’azione estrogena che agisce efficacemente come anti–sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.

Molti dentifrici sono a base di salvia; in assenza del prodotto preparato si possono semplicemente strofinare i denti con una foglia fresca per ottenere un effetto sbiancante. Un infuso di salvia consente di restituire ai capelli il colore scuro e le lozioni preparate con la salvia detergono la pelle. Per preparare un tonico astringente alla salvia sono necessari 4 cucchiai di salvia essiccata e di alcool etilico, un pizzico di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Dopo aver fatto macerare la salvia nell’alcool per due settimane, si deve filtrare la sostanza ottenuta, sciogliere il borace nell’amamelide e aggiungervi l’alcool. Dopodiché si unisce la glicerina e si travasa il tutto in una bottiglia con tappo sotto vuoto. Prima di usare il preparato, sarà bene agitare il contenitore.

In cucina
Le foglie della salvia vengono utilizzate in cucina fresche o essiccate per insaporire i cibi, dai primi piatti ai secondi di carne e pesce e persino nelle torte salate. Si può anche preparare un’ottima bevanda per restituire forza ad una persona convalescente: fare macerare per otto giorni 100gr. di foglie e fiori essiccati in un litro di vino e bere un bicchierino dopo i pasti. Il fumo di salvia elimina odori di cucina e di animali. Per realizzare ottime frittelle alla salvia, preparare una ventina di foglie di salvia grosse, 200gr. di farina, acqua minerale fredda, sale e olio. Mescolare la pastella con la farina, l’acqua e poco sale. Lavare e asciugare delle foglie di salvia e quando l’olio è caldo, intingere le foglie nella pastella e friggerle. Sgocciolarle sulla carta assorbente e spolverare di sale. Servirle calde e fragranti accompagnate da vino bianco secco e fresco.

Pasta burro e salvia
L’ideale è farla con i ravioli, ma fate voi: è comunque un piatto semplice e veloce dal gusto delicato ed unico. Grazie all’odore intenso della salvia, questa pasta assume un sapore gradevole senza l’aggiunta di molti altri ingredienti.
Portate ad ebollizione una pentola con abbondante acqua salata e versatevi i ravioli.
Nel frattempo sciogliete il burro in una padella, aggiungete la salvia già lavata, asciugata e tritata. Scolate la pasta e saltatela nella padella. Condite i ravioli ( o quel che è) con abbondante parmigiano e serviteli caldi.

Ingredienti per 4 persone
500 g ravioli ricotta e spinaci
125 g di burro
6 foglie di salvia
Parmigiano grattugiato
Sale

Uova strapazzate alla salvia

PREPARAZIONE
• Nel frullatore mettete il basilico, la salvia, i capperi, il cipollotto, l’ aglio e la santoreggia e fate un trito fine.

COTTURA
In una padella antiaderente fate soffriggere con metà dell’olio il trito per 10 minuti mescolando. In un grilletto montate con la frusta le uova insieme alla panna, aggiungete un pizzico di sale e di noce moscata e cuocete in una padella antiaderente con l’ olio restante, versando il soffritto e l’ aceto quando le uova incominciano a rapprendersi mescolando per 4 minuti. Se gradito, prima di portare in tavola, spargete sulle uova strapazzate una macinata di pepe nero.

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